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martedì 23 aprile 2013

Pause.

Oggi è una giornata di vago ottimismo. Di apparente tranquillità e calma.

Non ho molto da scrivere. Tutto quello che voglio dire; che voglio dirMI, è: non identifichiamoci con la malattia. Di qualunque tipo essa sia. Un malato di cancro non ti direbbe mai:"Ciao, piacere mi chiamo Tizio e ho il cancro." No. No e poi no. Invece noi facciamo una cosa simile.

"Ciao, mi chiamo Eve, ho 21 anni."
"Chi sei?"
"Un'auto-lesionista."

O anoressica. O bulimica. O borderline.

No. No. E NO! Noi, siamo (io sono) più di queste semplici definizioni. E quanto mi costa dirlo. Non rientra nella mente del 'malato' dire:"Io sono più della mia malattia."
Sì, la MIA malattia... Qualcosa che è solo nostro e custodiamo così gelosamente; non ce la può toccare nessuno. E' difficile liberarsi della convinzione che senza una malattia (una cosa cosi brutta), le persone, gli amici, i parenti, continueranno a considerarci, a ricordarci... A ricordarsi di me. Ma noi possiamo, anzi, sicuramente saremo ricordate per cose positive.

Quale gloria, quale onore conferisce l'essere ricordata per le cicatrici sulle braccia? O per essere quella che aveva deciso di non mangiare più? O per essere quella che mangiava di tutto e dopo voleva vomitare?

Attenzione, il mio non è un attacco a nessuno, sono solo parole di auto-convincimento. Sperando di aiutare anche qualcuno che leggerà. So da me che non è affatto semplice pensarla così per quelli/e come noi.

Oggi ho disegnato un pò, ascoltando la musica. Ho ballato davanti allo specchio facendo mosse improbabili. Mi veniva da ridere... A volte aiuta a scaricare la tensione.

Tutto quello che cerco di dire è... Provateci. Proviamoci. Proviamo a dire chi siamo davvero, qualcosa di positivo possibilmente.


Ciao a tutti, mi chiamo Eve K., ho 21 anni. Mi piace disegnare, ascoltare buona musica, passare del tempo con i miei amici. Leggere, saltare, ridere, scattare foto, viaggiare, farmi del male, guardare la luna e le stelle, correre, far divertire la mia migliore amica, immergere le mani nella pittura, tingermi i capelli, mettermi lo smalto nero, passeggiare nel parco, gli animali, l'odore della lavanda. 

Scusate per questo post un pò povero di contenuti e magari anche di significato. Mi andava di condividere come mi sento oggi. Baci e abbracci a tutti.

8 commenti:

  1. Eve è pieno di contenuti questo post. È fantastico.
    Già, dobbiamo capire che noi siamo anche altro rispetto alla malattia...e invece ci fa comodo identificarci con essa...

    Mi chiamo Fabiana. Ho 18 anni. La mia materia scolastica preferita è storia dell arte...giocavo a pallavolo ed ero un'ottima alzatrice.
    Mi piacciono i vestiti, gli orecchini, lo smalto e il make up. Adoro infatti decorare il mio viso, renderlo colorato...mi piace creare, fare decupage e sono anche capace a cucire in diversi modi perché ho fatto un corso di cucito.
    Adoro il profumo delle rose e della vaniglia.

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    1. Grazie Fabiana, hai capito perfettamente lo spirito che volevo trasmettere scrivendo questo post. Vorrei che anche altre scrivessero qualcosa, proprio come hai fatto te. Mi piace quel che hai scritto, sono delle bellissime cose! Grazie :*

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  2. E' questo a ancora di più, Eve K.
    Non è tanto il fatto che tu non sei solo una malattia. E' proprio il fatto che tu NON SEI una malattia. Tu HAI una malattia. Ciò non intacca minimamante quello che SEI.
    Quando dici "sono autolesionista" o "sono anoressica", tu ti descrivi utilizzando una malattia. Più ci penso, più mi rendo conto che generalmente non funziona così. Quante persone affette da reflusso gastro-esofageo dicono “Io sono un reflussore”?. Quante persone affette da enfisema polmonare dicono “Io sono enfisematoso”? Il punto forse è che nelle malattie che affliggono prettamente il corpo, la persona avverte la dissociazione del soma dall’ “io”, cosa che nelle malattie psichiatriche non succede. Perché è evidente dopo aver letto le parole di Ailen – non succede. In fin dei conti, quando va tutto bene, quando il corpo sta bene, non ci accorgiamo che esiste. Non ci accorgiamo di avere dei polmoni, un fegato, dei reni. Ci si sente tutt’uno: il corpo aderisce perfettamente a noi stesse – ed E' noi stesse. Se si ha una malattia organica, che so, se fa male un braccio, all’improvviso la parte dolorante non fa più parte di noi: ci dissociamo da lei. Si dice infatti “Mi fa male un braccio”, piuttosto che “Sento male al braccio”, come a sottolineare questa distanza. Invece, quando si ha una malattia che affligge la psiche, si tende a dire " io sono ... ", come se la base di un cervello malato non permettesse la realizzazione di questa dissociazione – come se la malattia facesse parte del sé.
    Ma non è così. Noi siamo molto, molto altro rispetto alle malattie che abbiamo.
    Tu sei tutto quello che hai scritto nell'ultima parte del post. Tutto quello, e anche molto di più. Sei TU. Ma non sei una malattia. Mai e poi mai. Una malattia è solo una cosa che HAI. Ma che non intacca minimamente la meravigliosa personcina che sei.

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    1. Sì, esattamente. Sono pienamente d'accordo con quello che hai scritto. E grazie soprattutto per l'ultima parte :) Anche tu, ricordalo sempre. Se ti va, scrivi anche tu la tua 'presentazione'! Solo se vuoi però. Grazie ancora! :*

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  3. Io innanzi tutto sono William.
    (non oso immaginare quanto mi odierai XD)
    no dai, mia idiozia a parte, questo post è BELLISSIMO e spero tanto che quest'ottimismo non sia del tutto passeggero; so che non ti alzerai tutti i giorni strafelice ma questo a chi succede? Nessuno, credo, però già alternarne uno sì ad un paio no sarebbe gran bella cosa. E' la seconda volta nell'arco di breve tempo che ti senti positiva senza un motivo esterno, ci hai fatto caso? Da parte mia sto capendo sempre di più quanto conta la volontà nello star bene. Della serie: se le cose non vanno per il verso giusto, faccele andare tu. Non funziona sempre, certo, però sempre meglio che esser passivi (non sto dicendo che tu lo sei e ti crogioli nel malessere, solo che queste giornate possono essere una piccola dimostrazione che star meglio è possibile, e potresti usarle d'ispirazione per quei giorni in cui invece ti sembra un'utopia).

    Più che dire cose su di me, mi verrebbe spontaneo parlare di te. E sai quali parole sceglierei? Quelle della prima vera descrizione di Dylan, chissà se te la ricordi :)

    Love you <3

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    1. Per la prima frase sei un'idiota. E sai che appena ti vedo t'ammazzo.
      A parte questo, ti ringrazio per quel che hai scritto e ne farò tesoro. Quando mi sentirò di nuovo giù, molto giù. Per oggi va bene, pensiamo a questo :)
      Certo che mi ricordo la descrizione di Dylan, il mio alter-ego maschile XD
      Grazie, grazie, grazie.

      Love you too <3

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  4. Ho scoperto il tuo blog. Scrivi bene, molto. Sei Vera, ed è così raro.. se vuoi conoscermi passa anche tu da me ;)

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    1. Wow, grazie mille... Non ho mai ricevuto così tanti complimenti sul modo di scrivere... Forse perchè non ho mai fatto leggere niente a nessuno. XD Comunque ok, passo da te, grazie ;)

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