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martedì 30 aprile 2013

Just tired...

Metterò tanto tanto fondotinta per coprire le occhiaie.
Due cerotti per le ferite.
Un reggiseno più piccolo.
Indosserò un sorriso smagliante.
I vestiti migliori.

"Io sono bellissima e va tutto a meraviglia." Ripetilo fino a che non ti sembrerà la cosa più patetica che tu possa dire. Ingannali e assecondali tutti.

Voglia di vita sociale pari a zero. Schifo schifo schifo.


La fine

Chiedo scusa a chi ho tradito, e affanculo ogni nemico
Che io vinca o che io perda è sempre la stesssa merda
E non importa quanta gente ho visto, quanta ne ho conosciuta
Questa vita ha conquistato me e io l'ho conquistata
"Questa vita" ha detto mia madre "figlio mio va vissuta,
Questa vita non guarda in faccia e in faccia al massimo sputa"
Io mi pulisco e basta con la manica della mia giacca
E quando qualcuno ti schiaccia devi essere il primo che attacca.
Non ce l'ho mai fatta, ho sempre incassato,
E sempre incazzato, fino a perdere il fiato

Arriverà la fine, ma non sarà la fine
E come ogni volta ad aspettare e fare mille file
Con il tuo numero in mano e su di te un primo piano
Come un bel film che purtroppo non guarderà nessuno.
Io non lo so chi sono e mi spaventa scoprirlo,
Guardo il mio volto allo specchio ma non saprei disegnarlo

Come ti parlo, parlo da sempre della mia stessa vita,
Non posso rifarlo e raccontarlo è una gran fatica.
Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole.


Non mi sembra vero e non lo è mai sembrato
Facile, dolce perchè amaro come il passato
Tutto questo mi ha cambiato
E mi son fatto rubare forse gli anni migliori
Dalle mie paranoie e da mille altri errori

Sono strano lo ammetto, e conto più di un difetto
Ma qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto:
"Io ti salvo stavolta, come l'ultima volta".
Quante ne vorrei fare ma poi rimango fermo,

Guardo la vita in foto e già è arrivato un altro inverno,
Non cambio mai su questo mai, distruggo tutto sempre,
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente. 

Nesli

lunedì 29 aprile 2013

Arriva l'estate.

Sì, arriva l'estate e sono tutti più allegri. Il sole, le belle giornate, gli uccellini fischiettano, i fiori, il mare, i gelati, le giornate che si allungano... Aaaah, che cosa rilassante. Che meravigliosa futura estate... Di merda

Lunga vita all'inverno e al freddo che mi penetra dentro le ossa. Viva i tè caldi, le sciarpe, i capelli, i guanti, i maglioni e i calzini di lana. Siano lodate le giornate di pioggia passate sotto il piumone. Evviva la pioggia che mi bagna da capo a piedi. Queste sono le cose che amo.

Ora magliette a maniche corte... E sapete cosa vuol dire. Vuol dire corpo più in vista e tagli ben in vista.
Ma nessuno fa domande per ora, grazie al cielo. Sarà che le mie ferite parlano da sole... O meglio, gridano.

Ma bisogna essere positivi. C'è qualcosa di positivo in tutto questo. Non so cosa sia, ma di sicuro c'è. Quindi ridiamo, scherziamo, diamoci alla pazza gioia.


domenica 28 aprile 2013

Non toccarmi.

Ieri, come previsto, giornata senza senso. Dopo essermi svegliata alle 16:30 ho mangiato del gelato e un toast con prosciutto e formaggio. Mi veniva da vomitare ma io continuavo a mangiarlo, va bè. Poi, ovviamente, ti pare che non vengono gli amici del sabato sera? E certo, avevo pure casa libera. Peccato che io avrei voluto marcire nel divano.
Hanno portato alcune cose da mangiare e ci siamo visti un film.

Io mi sentivo una palla, un'enorme palla di lardo, gonfissima. Però c'erano loro, che fai, ti metti a piangere? No, sia mai.

Mentre sceglievamo che film vedere, uno dei miei amici inizia a toccarmi i capelli, per gioco. Ok, ah-ha, che ridere. Poi inizia a farmi un massaggio.
"Che fai?"
"Ti sto facendo un massaggino!"
"Ah,si,bene..." divento rigida come un pezzo di marmo.

Non toccarmi, non toccarmi, non devi. Nessuno deve toccarmi.

"Senti qua che piccole scapole sporgenti! Toccarle fa tipo da anti-stress."

Sì, lo so, quindi? Toglimi le mani di dosso.
"Devo andare a lavare i piatti, se no mamma chi la sente!"

Questo patetico episodio mi ha fatto ricordare di quanto io odio essere toccata, avere un contatto fisico di qualsiasi genere. E di quanto io, nonostante ciò, non riesca a farmi uscire dalla bocca parole del tipo:"NON MI DEVI TOCCARE." Se fossi una tigre, ruggirei e mostrerei le unghie ogni qual volta capitasse che una presenza indesiderata (tutti) mi si avvicina.
Che poi... Con questo mio amico ci conosciamo da quando abbiamo 3 anni, gli voglio bene. Alla fine non ha fatto nulla di che, non aveva strane intenzioni, era una cosa tranquilla, tanto per scherzare. E invece niente, io non riesco a scherazarci sopra, non riesco a rilassarmi, non riesco ad essere ME. Con nessuno, ad eccezione di Courtney.

Tutto ciò (credo) ha provocato in me una specie di malessere strano. All'una di notte, entro in cameretta per mettermi a letto. Ci sono le chiavi di mio fratello sul tavolo. Le prendo, me le porto sul letto, voglio tagliarmi. D'un tratto, un segno dal cielo, che io ovviamente non accolgo. Lo rifiuto in maniera ingrata.
"Che ci fai con le mie chiavi in mano?"
"Io? Queste? Volevo guardare questo portachiavi. Chi te l'ha dato?"
"Me l'ha regalato A., figo no?"
"Sì si, bello. Dovresti appenderle dillà, dove teniamo tutte le chiavi."
"Hai ragione, grazie. Notte, sister."
"Notte... Ah, mi porti le gocce per dormire?"
"Sì... Ma... Che hai?"
"Niente, perchè?"
"Hai gli occhi lucidi, vuoi le gocce... Stai bene?"
"Occhi lucidi? Ma certo che sto bene, voglio solo dormire un pò."

La porta si chiude, mi guardo intorno... Libri, cellulare, vestiti, armadi, lenzuola, fazzoletti, UNA FORCINA PER CAPELLI. La prendo, e passo mezz'ora a tentare di incidermi con una stupida forcina per capelli. Inutile dire che il risultato è stato davvero misero.
Non mi scende nemmeno una lacrima, le gocce iniziano a fare effetto... Mi addormento pensando che dovrei dire cosa voglio davvero, che dovrei affrontare i problemi, le situazioni e le paure; mi addormento pensando che nessuno deve sfiorarmi nemmeno con un dito.

sabato 27 aprile 2013

Solo incubi.

Io non sogno mai. Quando però mi capita di farlo, il mio cervello riesce a produrre solo incubi. Come oggi pomeriggio. Avevo deciso di concedermi un riposino, ero stanca. Così cado in un sonno profondo.

La scena si apre con me seduta sul parquet della camera di una mia amica. Parlo con lei e le dico che ho sognato di sognare e che questa cosa è assurda, come nel film "Inception". Lei annuisce, poi la scena si sposta di colpo su me che dormo sul divano. Quindi sogno di dormire come fosse la realtà. Nel sogno iniziano a farmi male le gambe, quindi cerco di muoverle. Ma non si muovono. Allora provo a muovere altre parti del corpo, ma non si muovono. Provo ad aprire gli occhi, ma faccio fatica. Inizia a venirmi il panico.
Finalmente riesco ad aprire una fessura degli occhi, provo a sollevare le mani per guardarle, ci riesco ma davanti ai miei occhi non ci sono. Non vedo niente di me stessa.
D'un tratto percepisco qualcosa che mi schiaccia tutto il corpo e mi strangola. Vorrei gridare ma non mi esce la voce. Durante tutto questo momento la mia immaginazione vaga nel mio passato... Va dal cibo, ai tagli, ai rapporti con i ragazzi, alle abbuffate.
Inizio a gridare e dico:"Aiuto! Non lo faccio più, ti giuro che non mi taglio più, lasciami andare! Mangerò come si deve, lasciami, non respiro! Scusa per tutto quello che ho fatto!". Comincio a piangere nel sonno.
Sento bussare alla porta:"Chi è?! Nonna sei tu?!" - "Sì, aprimi, non c'è la chiave alla porta." - "Prendila sotto lo zerbino, io... io... ... ..." Volevo parlare e dirle di aiutarmi perchè stavo malissimo e non riuscivo a sollevarmi,ma le parole mi muoiono in gola. Mi sento sempre più debole, sempre più soffocare, sempre più spenta. Sento rassegnazione e paura di morire.


Il sogno finisce quando mi sveglio emettendo un suono simile a quello prodotto  da un sub che riemerge dopo una lunga apnea, il cuore a mille, tutta sudata, che cerco di respirare il più possibile. Mi guardo intorno, è tutto apposto. Sono anche viva.

La cosa più spaventosa è che era un sogno-nel-sogno-nel-sogno. E quindi l'ultima fase del sogno il mio cervello l'aveva scambiata per la realtà.
Dormire per me è molto difficile anche per questo. Per le cose che il mio subconscio produce. A volte preferisco non dormire per non essere torturata dalla psiche.

Adesso, non so perchè, mangerei le due vaschette di gelato alla panna e alla crema che ho nel freezer. Ma so che questo produrrebbe una gran brutta reazione in me. Magari ne mangio pochino pochino... No. O tutto o niente. Le vie di mezzo non esistono. O digiuno o abbuffata. O grassa o magra.

Scegli. 
Scegli.
Scegli.

venerdì 26 aprile 2013

Amore-odio.

Io amo bere caffè. Amo il suo sapore, il suo odore. Amo sedermi al tavolo di un bar e ordinare un caffè.
Solo che... Io non dovrei berlo. Maledetta caffeina. Mi fa venire la tachicardia, inzio a tremare tutta, mi sento male. Tipo ora.

Courtney è partita per il paese migliore del mondo, quello dov'è nata. Tornerà il 1° maggio o giù di lì. Mi mancherà, ma andrà tutto bene. La auguro a tutti un'amica come lei.

Oggi, come ieri, il tempo è nuvoloso. Nuvoloso e basta. Non piove e non c'è il sole. Odio quand'è così; questo tempo mi trasmette attesa, aspettazione. Preferirei che piovesse.

Oggi pomeriggio aiuto una bambina a fare i compiti e stasera tengo due bimbi. Il maschietto di un'anno e mezzo e la femmina di sei. Adorabili. Stare con loro mi trasmette una paradossale tranquillità emotiva. A loro non interessa quanto soffri o cosa pensi di te stessa. Loro ti guardano e ti chiedono di giocare, di guardare un film con loro sul divano perchè vogliono saltarti in braccio o accoccolarsi vicino a te. Appena ti vedono se ne escono con i complimenti più sinceri e puliti al mondo come "Come sei bella, mi piacciono i tuoi capelli!". Oppure ti prendono le mani per guardarti lo smalto. Hanno bisogno di te in quelle poche ore, chiunque tu sia. E io ho bisogno di loro in un certo senso.

Che vergogna mangiare davanti agli altri. Non si potrebbe fare, che so, che ognuno si chiude in una stanzetta, mangia e poi ci rivediamo dopo? Non mi piace mangiare davanti agli altri. La combo più imbarazzante però credo che sia mangiare mentre sei in costume davanti agli altri. Come se facendo anche solo un boccone improvvisamente dovessi esplodere da un momento all'altro davanti a tutti. E questo non succederà. Io non ci vado mai al mare, nemmeno in piscina. Vado solo a casa di Courtney che ha la piscina, lì si sta bene. L'anno scorso ho fatto l'errore di andare in una piscina pubblica con "gli amici del sabato sera". Mai più. Mai più nella vita. Quest'anno non mi farò convincere. Sto troppo male quando vado lì. Odio il sole, la folla, la gente che ti guarda, qualunque sia il motivo. E odio nutrirmi davanti ad altri. A maggior ragione se devo farlo in costume.























Mi rendo conto che questo post è tipo lista della spesa. Va bè, ormai...

giovedì 25 aprile 2013

Lost the battle, win the war.

Una cosa che mi piace tantissimo è non essere capita. Raccontare, parlare di qualcosa che mi angoscia e non essere compresa. Mi piace perchè mi costringe a fare marcia indietro, a rimangiarmi tutto, a far cadere lì l'argomento, a dire:"Ok, come non detto.". Mi piace perchè ho sempre pensato che sia meglio tenere i problemi per sè, che sia meglio crearsi una bella facciata tutta sorrisi e ottimismo perchè nessuno scavalcherà mai il grande muro che hai costruito davanti a te per poi venire a scoprire che in realtà sei una specie di fogna a cielo aperto.
Le parole tragiche verranno presto dimenticate, soprattutto da quelle persone che "se non vedo non credo". Mi piace.

Oggi ho vinto. Oggi volevo tagliarmi, MA NON L'HO FATTO. Oggi è stata una bella giornata perchè ho deciso io. Volevo solo ricordarla.
























Ce la faccio, ci riesco, promesso.


mercoledì 24 aprile 2013

Numb.

Oggi ho pensato che FORSE ci ammaliamo perchè poi vogliamo dire che siamo stati bravi a guarire.

Mi spiego. E' una specie di consolazione. Come a dire:"Non concluderò mai niente, ma almeno riuscirò a guarire da questa malattia.". Sì, perchè il pensiero di fondo è quello. Non valgo niente, non so fare niente, non sono niente.

Eppure... Proviamo a pensarla in questo modo... Per prenderti e crearti una malattia, una cosa così brutta, un minimo di cervello devi avercelo. Perchè Ana, Mia, Cat e chi più ne ha più ne metta, non sono malattie da pazzi da manicomio. Cioè, POTREBBERO diventarlo, POTREBBERO farti impazzire del tutto, ma a volte (non so se dire la maggioranza delle volte), non è così. Noi riusciamo a mantenere quasi stabile la malattia. Riusciamo a rovinarci con le nostre mani, ma non troppo. Fino al limite, sì, ma non del tutto. Rimaniamo sulla linea. Una linea immaginaria sulla quale se fai un passo avanti sei fregata, ma se ne fai uno indietro e sei decisa ce la puoi fare. Ma il passo indietro la maggioranza non lo farà mai. Mai e poi mai.

Rinuncereste a tutte le attenzioni del mondo?

Però tutto questo è così illusorio, così falso... 
Io non sento di attribuire a me la parola "guarita". Guarita da cosa? Come? Quando? Perchè? Io? E che avevo? CHE HO? Niente. Niente. 



Forse le mie erano solo giornate no. Io sono l'amica con cui ridere, ridere davvero. Io non ho nessun problema. Tutto apposto.

Oggi sono confusa...

martedì 23 aprile 2013

Pause.

Oggi è una giornata di vago ottimismo. Di apparente tranquillità e calma.

Non ho molto da scrivere. Tutto quello che voglio dire; che voglio dirMI, è: non identifichiamoci con la malattia. Di qualunque tipo essa sia. Un malato di cancro non ti direbbe mai:"Ciao, piacere mi chiamo Tizio e ho il cancro." No. No e poi no. Invece noi facciamo una cosa simile.

"Ciao, mi chiamo Eve, ho 21 anni."
"Chi sei?"
"Un'auto-lesionista."

O anoressica. O bulimica. O borderline.

No. No. E NO! Noi, siamo (io sono) più di queste semplici definizioni. E quanto mi costa dirlo. Non rientra nella mente del 'malato' dire:"Io sono più della mia malattia."
Sì, la MIA malattia... Qualcosa che è solo nostro e custodiamo così gelosamente; non ce la può toccare nessuno. E' difficile liberarsi della convinzione che senza una malattia (una cosa cosi brutta), le persone, gli amici, i parenti, continueranno a considerarci, a ricordarci... A ricordarsi di me. Ma noi possiamo, anzi, sicuramente saremo ricordate per cose positive.

Quale gloria, quale onore conferisce l'essere ricordata per le cicatrici sulle braccia? O per essere quella che aveva deciso di non mangiare più? O per essere quella che mangiava di tutto e dopo voleva vomitare?

Attenzione, il mio non è un attacco a nessuno, sono solo parole di auto-convincimento. Sperando di aiutare anche qualcuno che leggerà. So da me che non è affatto semplice pensarla così per quelli/e come noi.

Oggi ho disegnato un pò, ascoltando la musica. Ho ballato davanti allo specchio facendo mosse improbabili. Mi veniva da ridere... A volte aiuta a scaricare la tensione.

Tutto quello che cerco di dire è... Provateci. Proviamoci. Proviamo a dire chi siamo davvero, qualcosa di positivo possibilmente.


Ciao a tutti, mi chiamo Eve K., ho 21 anni. Mi piace disegnare, ascoltare buona musica, passare del tempo con i miei amici. Leggere, saltare, ridere, scattare foto, viaggiare, farmi del male, guardare la luna e le stelle, correre, far divertire la mia migliore amica, immergere le mani nella pittura, tingermi i capelli, mettermi lo smalto nero, passeggiare nel parco, gli animali, l'odore della lavanda. 

Scusate per questo post un pò povero di contenuti e magari anche di significato. Mi andava di condividere come mi sento oggi. Baci e abbracci a tutti.

lunedì 22 aprile 2013

Il male minore...?

Innanzitutto, è da una settimana circa che provo una sorta di "odio" nei confronti della mia dottoressa.
Lei non è una psicologa. Lei non è una dietologa. Lei è una PSICOLOGA-NUTRIZIONISTA. Una specie di combo infallibile. Mi spiego. Lei non ti dà una dieta e basta. E lei non parla e basta. Lei fa entrambe queste cose. Quindi da quando lei ti chiede:"Collaborerai con me?" e tu ti fai scappare quel maledetto:"Sì..." di rassegnazione perchè non ce la fai più, sei fregata.

Sì, perchè lei ti mette nella testa pensieri sani accompagnati da azioni e diete sane. Ad esempio, la paura immotivata dei carboidrati. Se tu segui i suoi consigli vedi che mangiando i cibi assegnati da lei (carboidrati inclusi) paradossalmente, DIMAGRISCI. Sì, dimagrisci. E non ti senti gonfia, al contrario! E quindi inizi a fidarti.

Inizi a fidarti anche perchè sei distratta dai "compiti a casa" che ti dà lei. Del tipo "non ti pesare", "pesa le cose che mangi", "misura i cucchiai d'olio", "fai tot pasti", "bevi tot acqua". E nel mentre sei presa da queste nuove scoperte e pensi che facendo queste cose hai TU il controllo, non ti rendi conto che è LEI ad avere il controllo. Perchè nel frattempo, seguendo i suoi consigli, il tuo metabolismo si accellera e quindi hai la NECESSITA' di seguire il suo regime alimentare perchè senti la fame ogni 3-4 ore circa.

Quindi vorresti digiunare, ma non lo fai perchè ti senti così bene... Quindi pensi:"Allora mi abbufferò". Eh no, cara mia, non puoi più nemmeno abbuffarti come si deve. Perchè? Perchè il tuo bel pancino e il tuo organismo adesso stanno bene solo con tot di calorie e cibi, quindi se mangi anche una fetta di pizza in più inizi a sentire mal di stomaco, nausea, malessere e di conseguenza hai la stessa sensazione di un'abbuffata ma che non è un'abbuffata e quindi ti passa dopo una mezz'ora.

In finale, la odio perchè adesso avere un binge sarà tipo un'impresa titanica e altrettanto digiunare. Per i motivi sopra elencati e perchè adesso ho sviluppato una sorta di dipendenza dal regime alimentare prescritto dalla dottoressa. Della serie che se io salto la colazione mi viene l'ansia perchè la dieta dice che devo farla mangiando questo e questo e se non seguo la dieta in modo maniacale il mio cervello va in tilt. E poi anche perchè ho un altro bel modo di controllare me stessa e le mie sensazioni.

Non so se capita anche a voi, ma io spesso mi metto a pensare in modo preciso e dettagliato a cosa userò la prossima volta per tagliarmi, alla zona del corpo che sceglierò e che grandezza media deve avere il taglio. E mi faccio tutto questo ragionamento perchè i miei pensano che io non mi sia mai tagliata e non voglio che se ne accorgano. In realtà non vorrei che se ne accorgesse nessuno. Di questo problema sono a conoscenza 3-4 amici intimi. Stop. Perchè se ci riflettete... Che cosa da pazzi. Provocarsi lesioni volontariamente... In maniera studiata... "Lucida follia" come direbbe Courtney. Insomma, dirlo a qualcuno diventa non solo imbarazzante, ma anche crudele.

Non mi taglierei mai la faccia. O il collo. O non mi amputerei mai una gamba o un braccio. Troppo facile, un arto in meno in cui sentire dolore. Oppure togliersi la vita. A parte che ci vuole un coraggio da leoni per farlo. E poi, che soluzione vigliacca. Morire, così non si prova più nulla...
Ma si, userò questa scusa per non uccidermi quando mi verrà in mente. Se devo considerare la morte una vigliaccheria per far si che io rimanga in vita, ben venga.


Ultimamente penso spesso a come potrebbe essere il mio matrimonio. Mi immagino una scena in particolare. Io e mio marito invitiamo amici a casa, poi io vado in bagno.
Amico a caso:"Ehi Roger, dov'è finita tua moglie? E' in bagno da mezz'ora! Ahahah!"
Marito:"Uh, hai ragione! Tesoro, sei in bagno?"
Silenzio.
"Meglio che vada a controllare, torno subito ragazzi!"
[...]
"Cara, cosa ci fai con una lametta in mano? Devi depilarti proprio ora che abbiamo ospiti?"
"Amore, mi sto tagliando. Sta zitto un attimo per favore."
"Eve, sempre con queste cose,su! E cos'è quest'odore?!"
"Ho vomitato la cena. O meglio, l'insalata e il dolce. Gli involtini no."
"Ok, ora possiamo andare dillà?"
"Sì, arrivo."
"Coraggio, prendi questa mentina, mettiamo un bel cerottino e si va in salone a ballare!"

Rido troppo quando penso a queste cose, che spettacolo. Ma magari non andrà così. Anzi, sicuramente non andrà così.

Miracolo, oggi, per ora, non sono nevrotica. Oggi non sento il bisogno di tagliarmi. Wow. Deve durare fino a stasera questa sensazione. A volte, all'una di notte, vorrei alzarmi dal letto per andare in bagno a tagliarmi. Poi non lo faccio mai. O meglio, l'ho fatto una volta sola. Ma oggi non sarà così; non deve essere così.

Stringiamo i denti.


Che simpatica espressione per un'auto-lesionista. Scusate l'umorismo nero.

domenica 21 aprile 2013

Oggi parliamo di...

Cat.

Allora, spiego come si sente un maledetto auto-lesionista. Ho voglia di spiegarlo perchè le persone (amici/parenti/conoscenti) a cui capita di scoprire o a cui dici di essere auto-lesionista reagiscono sempre, perennemente, costantemente nel modo sbagliato. Errato. Fasullo. Non salutare per il soggetto affetto da questo dannato disturbo di merda.

Reazione tipo:"... Tu... Fai... Cosa? No, no, non devi più farlo perchè se no io non ti parlo più, che schifo, ci rimango male, divento pazzo/a, mi taglio anche io, mi tolgo la vita, blablabla."

Dunque. Esistono tante forme di auto-lesionismo, quindi parlerò in prima persona. Parlerò in riferimento a me stessa. IO VORREI TANTO GUARIRE. Io ce la metto tutta. E' una lotta continua, quando vuoi guarire. Però, caro amico/conoscente/parente che pensi basti dirmi di smetterla di fare l'idiota e stare bene, devo necessariamente informarti che stai sbagliando alla grande. Perchè:

1- Io non mi diverto a provocarmi tagli. Non provo piacere nel tagliarmi, altrimenti non sarei auto-lesionista, ma masochista. E le due cose sono ben diverse.

2- Io non mi taglio per fare dispetti a terze persone. Ad esempio, non mi taglio per far soffrire te, mio caro amico/conoscente/parente, ma solo ed esclusivamente me stessa. So che questa cosa ti farà soffrire anche il doppio, ma è una cosa di cui devi prendere coscienza se vuoi continuare ad avere a che fare con me. Altrimenti è come se parlassimo due lingue diverse.

3- Non basta UNA VOLTA o UN EPISODIO per guarire. La magia non esiste. Non basta LA PRESENZA DI UNA PERSONA CARA per guarire. La presenza di tale persona è d'aiuto e ben accetta, ma non costituisce il motivo della guarigione. Almeno, nel mio caso non è così.

4- Il motivo per cui un soggetto si auto-lesiona, non dipende da persone esterne nella maggior parte dei casi. O meglio, alcune situazioni potrebbero creare stress e di conseguenza un apparente motivo (per l'auto-lesionista) per tagliarsi.

5- Liberarsi di tali fissazioni/manie è MOLTO DIFFICILE. Per farlo occorre forza di volontà. Molta forza di volontà. E credo anche altre cose, ma ora come ora, nel pieno della "malattia" (se così vogliamo chiamarla) non so quali siano.

Quello che voglio dire è... Se  avete un amico/a che soffre di auto-lesionismo... Non ve la date a gambe solo perchè lui/lei continua a tagliarsi nonostante i vostri divieti. Anzi, a volte la vostra ansia e preoccupazione verso la sua patologia può scatenare l'effetto opposto. Del tipo:

"Mi sono tagliata."
"Tu hai fatto cosa?! Dove? Che cosa hai usato? Quant'è grande il taglio? E' uscito sangue?"

Questa reazione fa scattare il seguente ragionamento nella mente dell'auto-lesionista:
"Si preoccupa per me. Vuole vedere cosa mi faccio e cosa uso... LA PROSSIMA VOLTA (per attirare la sua attenzione) userò questo e farò un taglio più grande e profondo."

A volte succede così. Non sempre, ma a volte capita.

Quello che si scatena nel nostro cervello (a me capita proprio dal nulla ormai), spesso è questo:




































Quindi, solo questo: NON ANDATEVENE.

Altra cosa. Non stereotipate il problema. Fate parlare la vostra amica/il vostro amico. Così farà uscire parte della rabbia/ansia/tensione/frustrazione che ha dentro e magari avrete risparmiato un paio di tagli in più.

Colgo l'occasione per ringraziare in modo indiretto tutte le amiche e gli amici che non se ne sono mai andati e che continuano a volerci bene e a prendersi cura di noi con pazienza. GRAZIE.

sabato 20 aprile 2013

When was the first time...?

"Come mai sei qui?"
"Per imparare a mangiare bene."
"Ah,cosa intendi dire? Mangi male?"
"A volte, capita."

La penna della dottoressa scorre su un foglio sul quale cerco di sbirciare.

"Mi fai un esempio per favore?"
"Non mangio per una settimana e poi mi sfondo."
"Spiega... Dimmi una tua giornata tipo. Colazione, pranzo, cena, spuntini..."
"Uhm... Colazione no. Spuntini... Che cosa sono? Pranzo brodo di verdure e 2 gallette di riso. Cena insalata e una fetta di prosciutto."
"Basta?"
"Eh si."
"E quand'è che 'ti sfondi'?"
"Dopo qualche giorno circa... Mangio tutto quello che mi capita in una decina di minuti e poi sto male."

Si ferma, alza lo sguardo.

"Capisco... Perchè lo fai?"
"Perchè sono grassa, faccio schifo."

Sguardo contrariato.

"Quando hai cominciato?"
"Non me lo ricordo."
"Ok... Allora qual'è il primo ricordo che hai a riguardo?"
"Mangiare è sbagliato."

Pausa.

"No, mangiare MALE è sbagliato, l'atto del nutrirsi non è un male, anzi..."
"Dici?"
"Dico. Quanto tempo è che non dormi?"
"Una settimana."

Preoccupata.

"A che pensi?"
"A tutto. A tutto. A quanto faccio  schifo dentro e fuori. Ai miei sbagli. Al fatto che non ho equilibrio. A volte vorrei spaccarmi la testa al muro per farne uscire tutti i pensieri brutti che ho. E' normale?"
"No... Cioè, per te che hai questi disturbi si. Sai, l'anoressia, la bulimia, l'autolesionismo... Sono disturbi che sviluppano persone estremamente sensibili  ed intelligenti. La ragazza che pensa solo a che colore di rossetto scegliere per il sabato sera non ce li avrà mai."
"Allora avrei voluto essere una di quelle."

 "Tu vuoi guarire? Chi ti ha portato qui?"

"Io. L'ho chiesto ai miei. Perchè stavo impazzendo letteralmente. E si, vorrei guarire. Sai, ho pensato di volermi suicidare. Insomma, mi è capitato spesso di pensarci in questi anni, ma mai come una settimana fa. Tipo che lo stavo per fare letteralmente, avevo preso un coltello e... Mi sono spaventata di me stessa. Quindi ho pensato di dover chiedere aiuto. Ho chiamato Courtney, la mia migliore amica. Perchè lo stavo per fare davvero e ho avuto paura."
"Capisco... Siete tutte belle. Le ragazze che decidono di venire qui da me; tutte belle. Ma non lo vedete. Devo mettere uno specchio in studio. Tu sei una ragazza splendida, anche dentro da quel che vedo. Potresti avere una vita fantastica, sentirti realizzata. Ti serve solo un pò di auto-stima. Devi ritrovare te stessa..."

Vorrei tornare indietro. Vorrei non aver mai fatto entrare nel mio cervello pensieri simili. Come a 14 anni, che credevo che mamma mi odiasse perchè pensava che fossi brutta e grassa.

Ana, Mia e Cat non sono come malattie normali, che una volta che le hai sconfitte stai bene e basta. Sono malattie che tieni a bada, con cui si impara a convivere. Le vinciamo quando non permettiamo più a loro di gestire la nostra vita. Forse Ana e Mia... Le percepisco ancora ma è come se si fossero attenuate... Ma Cat... Niente, lei c'è ancora, più forte che mai.



Forse Ana e Mia hanno lasciato il posto a Cat, che carine.














Vorrei, con tutta me stessa, vincere.


venerdì 19 aprile 2013

She writes love on her arms.

IO (non) MI AMO.

IO (non) MI AMO.

IO (non) MI AMO.

IO (non) MI AMO.

IO (non) MI AMO.  


La cosa che a volte mi fa sorridere è che io, potrei farmi del male con QUALSIASI cosa. Io come tanti/e altri/e, sia chiaro. Ad esempio, una pinzetta per sopracciglia. Che adorabile aggeggio. Serve per farsi belle. Io mi sono fatta bella diverse volte. Ho abbellito il mio braccio e la mia spalla sinistra e il mio addome.

Potrei farmi del male anche in una stanza vuota. Tipo colpendomi ripetutamente, che ne so, una spalla fino a far venire un ematoma gigantesco. Potrei graffiarmi. Infilarmi 3 o 4 dita in gola fino a strozzarmi o a farmi uscire sangue (come è successo diversi anni fa).


E' così che mi sento. Che cosa spietata e macabra.


C'è  una canzone di Vasco Brondi, quello de "Le Luci Della Centrale Elettrica" che mi fa pensare a come sono io. In pochi la capiranno, in pochi si rivedranno in questo testo.

Piromani

Incendiere farfalle meccaniche, le rose lisergiche,
i nostri pochi orgasmi,
ti ricordi dei combattimenti
fra i cigni finti?
E delle sere a sbranarsi?
E delle sere a strafarsi?

Con me non devi essere niente.
Con me non devi essere niente.

Venere del mio intestino tenue
quando dormo guido piano
non ti preoccupare.
Venere del mio intestino tenue
non riesco a digerire.

Con me non devi essere niente.
Con me non devi essere niente.

E stavi diventando blu.
Anche tu.
I tuoi insulti,
i tuoi fiori finti.
le siringhe disinfettate
coi nostri occhi di criptonite.

Andiamo vedere le luci della centrale elettriche.

Andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas.

E tornino a scoppiare a ridere
le nostre madonne bulimiche.
E tornino a crepare - ma dal ridere - le nostre madonne anoressiche.

Incendiere farfalle meccaniche,
le rose lisergiche, i nostri pochi orgasmi,
ti ricordi dei combattimenti tra i cigni finti?
E delle sere a sbranarsi?
E delle sere a strafarsi?

Addio fottiti, ma aspettami.
Addio fottiti, ma aspettami.

E andiamo a vedere le luci
della centrale della centrale elettrica!
Andiamo a vedere i colori delle ciminiere
dall'alto dei nostri elicotteri immaginari,
andiamo a dare fuoco ai tramonti
e alle macchine parcheggiate male,
ad assaltare ancora i cieli
e farci sconfiggere e a finire suoi telegiornali,
foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte sui quotidiani locali
andiamo a vedere i canteri delle case popolari dai finestrini dei treni ad alta velocità
trasformiamo questa città in un'altra cazzo di città!!!

Andiamo a vedere le luci (andiamo a vedere le luci) della centrale elettrica (della centrale elettrica!)

Andiamo a vedere le luci (andiamo a vedere le luci)
della centrale a turbogas!(della centrale a turbogas!)

E tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne bulimiche.
E tornino a crepare - ma dal ridere - le nostre madonne anoressiche (le tue fotomodelle, le tue fotomodelle, le tue fotomodelle, le tue fottute fotomodelle...).

 Pezzo di diario del giorno 24/02/2011:

"E mi stanno riprendendo le mie tendenze auto-distruttive. Tipo che la prossima volta vorrei provare con una lametta vera, in un punto poco visibile magari. Non dev'essere difficile, basta essere rapidi e decisi."

PERCHE'? Perchè tutto questo? Perchè mi odio così tanto?


Aiuto, qualcuno mi aiuti per favore.

Voglio scrivermi "amore" sulle braccia.


  • LOVE.
  • LOVE.
  • LOVE.

giovedì 18 aprile 2013

Slow Motion Suicide.





 Papercut



Why am I so uptight today?

Paranoia's all I got left

I don't know what stressed me first

Or how the pressure was fed

But I know just what it feels like

To have a voice in the back of my head

It's like a face that I hold inside

A face that awakes when I close my eyes

A face watches every time I lie

A face that laughs every time I fall

(And watches everything)

So I know that when it's time to sink or swim

That the face inside is hearing me

Right underneath my skin



It's like I'm paranoid lookin' over my back

It's like a whirlwind inside of my head

It's like I can't stop what I'm hearing within

It's like the face inside is right beneath my skin  



I know I've got a face in me

Points out all my mistakes to me

Yoùve got a face on the inside too and

Your paranoiàs probably worse

I don't know what set me off first but I know what I can't stand

Everybody acts like the fact of the matter is

I can't add up to what you can.




The sun goes down

I feel the light betray me.

Mi ricordo la prima volta che dissi a mia madre che ero malata di anoressia e bulimia. Disse che ne aveva il sospetto.
Poi mi ricordo la prima volta che le dissi che mi tagliavo. Mi guardava incredula. Come a dire:"Ti sembra il momento di scherzare?".  E io, di rimando, avevo uno sguardo come a dire:"Ho fatto una fatica a dire 'ste parole... Guardami,ti prego; mi vedi? Ti prego!". 
Lei disse:"Ah,ok. Ora vediamo che si può fare, chiamo la psicologa e prendiamo appuntamento." Fu molto decisa, come quegli uomini d'affari che si vedono nei film, che hanno tutto sotto controllo.
Io tirai un sospiro di sollievo. Wow, mia madre prende la situazione in mano, mi aiuta, guida lei, posso appoggiarmi a qualcuno, evvai! 
Dopo qualche giorno, avevo appena iniziato la "terapia", ero alquanto stralunata e a pezzi. Come quando prendi un bicchiere di vetro e lo getti a terra con forza. 


  
Io ero ogni singolo pezzo di vetro.


Io parlavo di come mi sentivo, col sorriso sulla bocca perchè c'era mia madre ad ascoltarmi. Poi lei mi guarda... E inizia a piangere. Dice:"Ho paura...". Io la abbraccio, e gli dico:"Ma di cosa,andrà tutto a posto tra un paio di settimane, sto bene, tranquilla Ma...".

Da quel momento non ero più malata per lei. Nemmeno per mio padre, per nessuno. Ad oggi sono passati 7 mesi dal primo incontro con la psicologa e io sono (di nuovo) per i miei genitori, la figlia modello, la ragazza bella e sorridente, senza problemi.

Ieri mi sono tagliata di nuovo. Che stupida. Era perchè ho litigato con mio fratello. Che stupido.



Dopo essermi tagliata ho pensato che invece, prima di farlo, avrei potuto provare a chiamare almeno 4 o 5 persone che mi avrebbero sicuramente aiutato. Ma c'ho pensato dopo averlo fatto. Mi guardavo allo specchio inorridita e piangevo.

La psicologa vorrà mandarmi in una clinica, sicuro.

La prima volta che andai da lei l'ho soprannominata "La volta in cui mi hanno imbiancato le pareti del cranio". Nel senso... Che avevo davvero deciso di ricominciare da zero, di cancellare tutto e riniziare. Guarire. E poi anche perchè non ricordo molto di ciò che accadde prima...

Ricordo che contavo le calorie, che pensavo sempre a come non mangiare, che provavo a vomitare, che usavo i momenti in cui ero sotto la doccia per tagliarmi, che mi pesavo troppe volte al giorno. Mi ricordo che ho sofferto per amore, tantissimo, e "ti amo" l'ho detto una volta sola e poi quelle due parole non sono mai più uscite dalle mie labbra. Ricordo che dopo che che il Ragazzo Del Ti Amo mi lasciò, io iniziai a farmi trattare come uno straccio da qualsiasi ragazzo a cui piacessi. Perchè pensavo dal profondo che trattarmi male, non rispettarmi e di conseguenza PERMETTERE AGLI ALTRI DI NON RISPETTARMI fosse quel che meritavo. Che nulla di bello, che nulla di meglio ci sarebbe mai stato per me.

E ancora oggi, stento a credere che un giorno io riesca ad avere pace.

Chiedo scusa a chi ho deluso.

mercoledì 17 aprile 2013

Quando a quelle come noi succede qualcosa di positivo...

Ieri sono andata in centro con la mia migliore amica. La maggioranza non capirà il rapporto viscerale che lega me, Eve, e la mia migliore amica, che chiamerò Courtney.
Ecco, provate ad immaginarvi LETTERALMENTE senza un braccio. O una gamba. Più o meno la nostra vita sarebbe stata così se non ci fossimo conosciute. Sembra un'esagerazione, ma dopo 5 anni che ci conosciamo... Beh, possiamo affermarlo.
Dunque ieri decidiamo di andare al centro della bella città che abitiamo. Non ci andiamo spesso, ma quando ci riusciamo le nostre giornate risultano essere a dir poco esilaranti. Chi se ne sbatte di quello che la gente pensa se ridiamo o corriamo come matte, quando siamo insieme è come se fossimo in una bolla di sapone dove il mondo fuori si attutisce, niente ci scalfisce, comandiamo noi. Insieme.

Poi ieri ho preso un caffè con un amico. Un buon amico. Chiamiamolo James. Dire che sono a mio agio con lui è dire poco. Non l'avevo mai incontrato di persona, alla fine mi sono decisa e ci siamo fatti una chiacchierata live. Stare in sua compagnia mi ha fatto sentire bene. Strano eh? Era come parlare con un fratello maggiore. Appena l'ho visto ho subito pensato che avrei voluto abbracciarlo. Lui ha una personalità... Come definirla... E' come se butti tutti i colori del mondo addosso ad un muro bianco. Penso che si noti come cosa. Lui fa diventare ogni dettaglio una cosa di cui parlare, su cui scherzare. Potrebbe parlare di un argomento "banale" per ore. E questo mi piace da morire in una persona! Qualcuno che, per così dire, tenga il mio passo. Parlare, parlare, parlare di tutto. Che siano cose serie o meno. Penso che se fossimo in un gruppo, la sua presenza si noterebbe. Lui è tipo una luce forte, troppo forte. Poi se la spegni e rimani al buio però ti viene da chiederti perchè l'hai spenta. Bleah, non so spiegarmi.

Che poi,che vergogna... Io, con quegli orribili graffi sul braccio. Che schifo, mi sa che li ha pure notati. Mi ha imbarazzato questa cosa. I tagli, quando li vedono gli altri, sono bruttissimi. Perchè un conto è che sei brutta te, e con quello non puoi farci nulla. No, oltre quello mi vado pure a rovinare le braccia.

Potrebbe essere un incentivo per non farlo più, Eve? Ti va di provarci? Pensaci.

"Ah, già finito il caffè?"

Sì, quasi mi dispiaceva lasciarlo andare. E' stato un buon caffè, molto piacevole.
Mentre tornavo a casa, la bevanda al sapore di caffeina mi ribolliva nello stomaco. Una di quelle sensazioni assurde che uno prova quando è contento e quando poi realizza che il momento, l'attimo è appena finito. Un miscuglio di sensazioni. Al contrario di tutte le altre volte però, questo incontro, con QUESTA persona, mi ha lasciato il sorriso stampato sulla faccia.

Grazie J.




lunedì 15 aprile 2013

Can you see me...?

Una delle prime volte che andai dalla psicologa mi spiegò diverse cose a cui non sarei mai arrivata da sola. Perchè per quanto possa interessarmi di psicologia, purtroppo non ho avuto modo di studiarla a fondo.

Ad esempio, care ragazze con disturbi simili ai miei, avete mai pensato che i vostri genitori nonostante tutta la fatica che fate per farvi notare (esempio: non mangiare, non uscire di casa, scoppiare a piangere senza motivo apparente, tagliarvi, vomitare, fare le pazze isteriche,ecc.) loro continuano a non capire, non vedere o non accorgersi di cose così lampanti? Ebbene, udite udite, è tutto normale. O meglio, nella situazione simile alla mia, lo è. Come ho detto nella mia presentazione, sono perseguitata da DCA e autolesionismo da circa 7 anni, eppure i miei genitori, non si sono MAI e dico MAI accorti di nulla. La psicologa mi ha spiegato i motivi. 

Premessa: esistono diversi tipi di anoressia e bulimia, come credo sappiate. Cercherò  di essere semplice e breve nel spiegare la tipologia che ho io. In questi sette anni non ho fatto altro che dimagrire e ingrassare molto velocemente. Le due cose oscillavano in una maniera impressionante. Il minimo che sono riuscita a pesare è stato 45 kg, nulla di che. L'anoressia non è una malattia del fisico. L'ANORESSIA E' UNA MALATTIA DELLA MENTE. Lo dico per tutti quelli che "ma tu non sei anoressica, stai da Dio". Ecco, tappatevi la bocca. Puoi pesare quanto ti pare, ti vedrai SEMPRE grassa, penserai SEMPRE di non essere abbastanza, ti sembrerà d'impazzire davanti a qualunque cibo e bevanda, tranne un bicchiere d'acqua. Ana mi ha fatto compagnia per diversi anni. La sognavo, era bellissima. Magra come volevo io, vestita con un abito lunghissimo bianco e fluttuava nell'aria dicendomi di andare con lei. "Vieni con me Eve,dai...". Appena mangiavo qualcosa, la notte sognavo che la stessa figura eterea mi strangolava. Mi guardava sempre, giorno e notte, col suo sorriso beffardo.
Poi c'è la bulimia. Mia è una ragazzina dispettosa che corre come impazzita e ti fa ingozzare fino a stare male. La bulimia non è per forza vomito auto-indotto. Mia è anche abbuffate incontrollate e non espulse per fare in modo di sentirsi ancora più male. Mia e Ana si alternano settimana dopo settimana. Ricordo una volta in particolare in cui per una settimana mi sono "nutrita" solo di liquidi e l'ottavo giorno ho mangiato di tutto. Pizza, merendine, cioccolato, biscotti, di tutto. In una decina di minuti. E sono rimasta l'intera giornata sul divano a contorcermi dai dolori. 
Detto ciò, il mio peso attuale è 50.7 kg. Troppo. Sono normo-peso. Dai 49 ai 52, io, sono NORMO-PESO. E negli ultimi anni ho sempre oscillato tra queste cifre. 48 e poi 54, 48.5 e poi 53, sempre la solita storia.

Ora, tornando a perchè i miei genitori non notarono il problema...
1- "Tu non sei salita sul palco."
Spieghiamo. Una ragazza che riesce a pesare 40 kg, è riuscita a salire sul palco. La vedono tutti. Tutti vedono che lei sta male, vedono le sue ossa. E' salita sul palco. Grida a tutti:"Guardate quanto sto male,porco giuda.". 
Io non sono salita sul palco. E (dice sempre lei,la psicologa) che è stata una mia decisione razionale. Il che, secondo lei, renderebbe la mia situazione (mentale) ancora più grave. E' come se io volessi tenere il problema per me e basta, fino ad impazzire del tutto senza attirare l'attenzione in alcun modo. Perchè io, sono abituata a sparire, a stare nell'ombra a non essere considerata.

"Mamma, mi vedi...?"

Il secondo motivo. Premessa: mio fratello ha il diabete mellito 2, quello giovanile, che viene dagli 8 anni in su. Brutta cosa, ma ci si convive. Per forza. Quindi si può dire che i miei hanno un figlio  "malato". Con una malattia cronica. Bene. 
2- I genitori, TUTTI i genitori, mentalmente, non riescono ad accettare più di un figlio malato. La loro psiche non regge. Se si ammala il secondo figlio è come se il loro cervello pensasse:"Non è vero, non può essere." Il "figlio sano" non può e non deve avere (sempre secondo loro) nessun problema. In nessun campo. E' come se pensassero:"Ok,lui è malato,ma l'altro deve essere la perfezione". E,paradossalmente,amano di più il figlio sano. Ora, il figlio sano, tende a sviluppare "malattie" auto-imposte. Se ci pensate bene l'anoressia, la bulimia, l'auto-lesionismo... Noi ce li imponiamo da sole/i. Non possiamo avere una malattia cronica,un cancro,un tumore? Ok, inventiamocene altre.
Crudele e beffarda come cosa, non trovate?
E così quando dicevo a mia madre che non volevo mangiare la risposta del suo cervello era "non hai appetito,ok." Se mi ritrovava in ginocchio sulla tazza del cesso era "perchè volevi sederti per terra". Se intravedeva i tagli era perchè "ti picchiano a scuola? Il gatto della tua migliore amica?". Se non dormivo non era l'insonnia era "perchè vai a letto tardi".

Quindi, care amiche e amici che leggete questa pagina, ciò che vorrei dirvi è: se avete questi problemi e lo fate per attirare l'attenzione dei vostri genitori... Beh, lasciate perdere. Non capiranno. E se capiscono li farete soffrire da morire. Provate a guarire,almeno pensate di provarci. Il mondo fuori ci aspetta, aspettano solo noi.

Noi siamo più intelligenti, più affascinanti grazie ai problemi che passiamo.
Noi dobbiamo liberarcene ed uscire allo scoperto. 
Noi dobbiamo sorridere e dire alle nostre bestie cattive:"Non sei tu che mi controlli, qui comando io."

Un abbraccio sincero a tutte/tutti voi che leggete.

domenica 14 aprile 2013

Cose che uscirono dalla mia testa il giorno 11 aprile 2013.

Tagliare, tagliare, tagliare e tagliare fino a non avere più uno spazio libero sul corpo.

Soffocare, soffocata fino a non avere più un briciolo d'aria nei polmoni.

PSICHIATRA.

[...]

Piangere, stavo piangendo fino a non avere più nemmeno una lacrima da buttare.

Ballare, ballare, correre fino a non avere più un briciolo di energia per fare le cose menzionate sopra.

Mangiare, mangiare, bere fino a scoppiare.

Digiunare, chiudersi la bocca, digiunare fino a scomparire.

Scrivere, scrivere, scrivere fino a che non hai messo ogni pensiero sul foglio e il tuo cervello non è completamente bianco.

Da domani tagliamo una bambola di pezza. Non me; si taglia la bambolina.

Auto-lesionarsi è sbagliato, non si fa.

INSONNIA. Sei una morta che cammina.
Morta, morta, morta. Quanto ci metti a morire?

sabato 13 aprile 2013

Mi presento.

E' la prima volta che apro un blog. Mai fatto prima.
Ho deciso di aprirlo perchè penso che potrebbe essermi utile per esprimere cosa provo, nella speranza di essere letta da qualcuno. Ma ho deciso di rimanere assolutamente anonima.

Quindi facciamo che sono una ragazza normale. Che posso essere bionda, rossa, mora, riccia, liscia, con gli occhi neri, verdi, marroni, la pelle chiara o scura, alta o bassa. Quello che vi pare.

Non penso che tutto quello che leggerete qui vi piacerà. Mi chiamerò Eve qui dentro.

Scriverò pezzi dei miei diari e cose che mi vengono in mente.

Anoressica/bulimica da 7 anni. Autolesionista da un pò. In cura da una dottoressa a motivo dei DCA da ottobre 2012.

Non voglio consigli specifici, non voglio pietà, non voglio nulla eccetto una cosa: che qualcuno mi legga e mi dica cosa ne pensa di quel che scrivo.