venerdì 19 luglio 2013

E avremo gli occhi lucidi...

Prima cosa: scusate se non commento più molto. Non ho davvero tempo. Infatti tra mezz'ora devo uscire di nuovo.

Ieri ho passato la mia ultima serata (per ora) con la mia migliore amica, Courtney. Lei è partita stamattina presto per la Svezia, tornerà l'8 agosto e  io non ci sarò perchè volerò via il 1 agosto.
Dire che è stato strazziante è dire poco. C'era pure il suo ragazzo lì, ma va bè.

Siamo state un pò fuori in giardino a guardare un cielo bruttissimo, senza stelle, con la luna alle nostre spalle e le nuvole grigie sparse qua e là.
Poi siamo salite in camera, ci siamo sdraiate sul letto a sentire 'Le Luci Della Centrale Elettrica'; che per noi in ogni frase c'è un pezzo di storia dentro.
"Quando tornerai dall'estero" era perfetta. Ci guardavamo e piangevamo. Piangevamo poco. Courtney non piange mai, quasi mai. Questi giorni l'ho vista piangere, per me. Lei quando piange è strana, gli diventano gli occhi rossi, gli scendono le lacrime, ma se non la osservi bene non te ne accorgeresti nemmeno. Perchè lei è abituata a nascondere tutto dentro, a occultare con cura ogni emozione.
Allora io la guardavo e mi passavano davanti agli occhi tutti i ricordi insieme a lei. E piango anche ora, tanto per la cronaca. La rivedrò a dicembre o a gennaio, forse. Chi lo sa.

Poi era mezzanotte, io dovevo andar via e lei a dormire. Ci siamo abbracciate per l'ultima volta, piangendo. Non riuscivamo a staccarci. "Vattene dai..." diceva lei. Io la fissavo, allontanandomi piano. Poi l'ho salutata e le ho detto:"Vattene anche tu!". Mi sono voltata e ho iniziato a correre verso la mia macchina.

Quanto mi mancherà quella stupida...

'E il vapore acqueo delle nostre illusioni, con le costole fragili come certi balconi meridionali... E certi cieli bianchi, bianchi come i tuoi polsi quasi trasparenti... Ci guardavamo riflesse nelle vetrine, arrivederci amore...'



domenica 14 luglio 2013

Non ho più tempo

Aggiorno un pò ora che ho un momento libero. Questi giorni sono stata ultra-mega-iper impegnata. Lavoro e faccende varie.
Parto il 1 agosto. Aereo prenotato, casa trovata.

Mio fratello stava per morire, andando in coma diabetico. E io per questo non volevo più partire. Lascio qui lui che non sa nemmeno impedirsi di morire e i miei che devono consumarsi dietro a lui.
Il bello è che lui NON VUOLE ASSOLUTAMENTE morire. E' il classico ragazzo che vuole vivere a 360 gradi. E rischia di morire per pigrizia, per non curanza, per stupidità. Ma magari io!

Poi mamma ha detto una cosa che mi ha fatto male. Mi diceva di rimandare la partenza e io chiedevo il perchè. E lei rispondeva solo che non lo sapeva. Allora le ho detto:"E' perchè sono malata?" e lei ha detto:"Sì, anche."
Ha fatto male.

Ho paura e sono contenta. Tutto insieme.
Non so cos'altro dirvi. E' un periodo frenetico e impegnato. Pieno di aspettative e speranze. Chissà se saranno deluse o se si avvereranno...

Sto mangiando alla cavolo proprio. Non riesco a seguire la dieta alla lettera. Ho fame. Perchè lavoro come una schiava africana e perchè sono sempre di corsa. E mangio quello che capita. Come capita. Agli orari che capitano.

Mi guardo allo specchio e dico:"Oddio che schifo, guarda che balena che sto diventando!". Allora mi peso e vedo che rimango sempre a 50. Non prendo nemmeno un etto. E da una parte mi sento rassicurata, dall'altra ho paura che mi ritroverò a 60 kg senza nemmeno accorgermene. Da un giorno all'altro.
Posso sconfiggere tante cose, ma il dismorfismo corporeo... Non credo. E' come avere lenti a contatto strane, 24 ore su 24. E' come avere le allucinazioni, è come guardarsi allo specchio e non riconoscersi, MAI.
E' come non riuscire ad essere mai te, è come dirigersi verso lo specchio aspettandosi di vedere una persona e invece ne vedi un'altra, sconosciuta, che non ti aspettavi di trovare lì, davanti a te.

Che poi, io ho l'ossatura piccola, quindi potrei essere anoressica per davvero. Potrei pesare 40 chili senza problemi. Chissà cosa potrei essere insieme a Lei...
Potrei essere solo più cattiva.



lunedì 8 luglio 2013

Voglio uno che...

Stanotte ho fatto un sogno strano.
Ho sognato di stare con un ragazzo. Stavo bene, ma poi discutevamo. E durante il sogno avevo quella sensazione... Quella che si prova quando vuoi rimettere le cose apposto, in qualsiasi modo possibile. Quella sensazione di arrendevolezza, di 'ok, ho sbagliato, scusa, ricominciamo da capo.'
Quella sensazione che non è ansia, non è agitazione... E' solo voglia di farcela.

Ogni tanto mi capita di riflettere su che tipo di persona voglio veramente al mio fianco. E inizio a pensare al carattere, ai modi di fare, all'attitudine mentale, all'atteggiamento nell'affrontare le problematiche. Ma poi mi chiedo: e io? Lui cosa vorrà da me?

Non puoi esigere il meglio senza che tu aspiri ad essere il meglio per prima. Per qualcun'altro.

'Voglio uno che mi ascolti attentamente.'
E io? Lo ascolterò? O sarò subito pronta a criticarlo?

'Voglio uno che mi capisca.'
E io? Capirò lui? Le cose a cui tiene? Le paure, le scelte?

'Voglio uno che mi protegga'.
E io? Lo proteggerò, da me stessa ad esempio?

'Voglio uno che mi faccia sentire come se la mia vita, ora, è completa.'
E io? Farò lo stesso? O maledirà il giorno in cui mi ha conosciuta?

Scusate, pensieri random.



Due giorni fa sono caduta da una sedia e mi sono fatta un enorme livido sul braccio. I 'soliti idioti del sabato sera'  ridevano, con le lacrime agli occhi. Non la smettevano più. Fosse stato un anno fa mi  sarei arrabbiata a morte o intristita. Invece ho pensato "Ma chi se ne frega, almeno faccio ridere!" e ho riso con loro.
Poi ho pensato che di sicuro sono caduta da quella sedia non perchè fosse già rotta, ma perchè peso troppo e sono enorme. E devo stare davvero attenta a come mi muovo.

Ieri ho detto ridendo a un'amica da cui sono stata a cena:"Guarda che mi sono fatta ieri!" mostrando il livido.
E lei:"Oh santo cielo! Da sola?!"
"Ma no!" ho risposto allarmata.

Ah si, giusto, sono auto-lesionista, quasi dimenticavo.

"Eve, devo parlarti." dicono in tanti. Perchè io partirò il 31 luglio o il 1 agosto con tutta probabilità.
"Sai, con i tuoi problemi... Non è meglio aspettare un altro pò? Tipo... 5 o 6 mesi?"

Ah, giusto, io ho tanti problemi... Ogni tanto capita che me ne scordo ma sono sempre gli altri a ricordarmelo.

Ma, ho la netta sensazione che PER LA PRIMA VOLTA NELLA MIA VITA, non mi farò fermare da niente e nessuno. Perchè sono stanca di fare contenti gli altri. Sono stanca di sentirmi stupida e inadeguata. Sono stanca di sentirmi dire cosa devo fare, come, quando e perchè.

Sono stanca di essere repressa, costantemente bloccata.

sabato 6 luglio 2013

Le Luci Della Centrale Elettrica

Ieri mia madre mi ha mandato a fare la spesa. Ero da sola. Lo faccio spesso. Ma ieri era diverso. Perché ho pensato che da qui a poche settimane la spesa la farò sempre da sola. Che cosa sciocca.

Ieri di punto in bianco, dopo pranzo, ho iniziato a scrivere su un foglio le calorie di cibi a caso che sono nella mia dieta. Era tanto che non lo facevo, che non ci pensavo. Non so perché l'ho fatto. Forse per ripassare o per voler 'controllare' chissà cosa.

Ieri è venuta a cena da me Courtney. Dopo aver mangiato ci siamo sedute sul balcone e avevo messo su 'Le Luci Della Centrale Elettrica'. Vasco Brondi, il cantante. È il cantautore italiano che meglio ci rappresenta nei suoi testi e nella sua musica.

 "Parlavamo delle nostre interiorità come fossero delle metropoli."

Abbiamo parlato di alcune nostre paure, del futuro che ci attende. Ma non abbiamo esplicitamente parlato di cosa accadrà quando ci separeremo. No, quello è argomento tabù almeno fino ad un paio di giorni dalla partenza. Almeno non di persona. Almeno per me, che inizierei a piangere come quelle belle fontane sparse in tutta Roma centro.
Ed è andata bene così, perfetta la nostra serata.
Io la amo, e mi mancherà proprio tantissimo. La piccola Courtney... La mia sola e unica piccola Courtney...


Voglio essere magra.

venerdì 5 luglio 2013

Quello che succede allo specchio.

Tanto tempo fa, l'estate scorsa, quand'ero ancor più grassa di adesso, mi capitò di prepararmi per uscire con i soliti idioti del sabato sera. Con loro ero sempre in difficoltà per quanto riguarda il mio essere, il mio 'apparire'. Non mi sentivo mai rilassata. Quando esco con Courtney non ho quasi mai di questi problemi, perché per lei sono sempre la più figa e idem lei per me. E quando siamo insieme il mondo sparisce e noi siamo in una bolla di sapone che ci nasconde e ci protegge da tutto e tutti.  Con loro invece... Le crisi per scegliere maglietta, jeans, scarpe e calzini. Mollettine, cerchietto, fascia, coda, treccia, piastra, ricci. Crisi totale.

Mentre effettuavo il mio solito rituale davanti allo specchio, entra mia madre. E vede una decina di magliette sul letto, sparse. E 3 paia di pantaloni. Lei vede la maglia e i pantaloni che indosso e sorride, con approvazione. Io faccio il gesto di togliermi la maglia, lei mi ferma, viene dietro di me e rivolta allo specchio dice:"Guarda quanto sei bella, perché non ti piaci mai? Sei così carina, goditi la serata per una volta, no? Sei bellissima..."
Io fissavo lo specchio, concentrata. Per una volta volevo vedere non quello che vedevo IO, ma quello che vedeva LEI. Volevo vedermi da fuori. Allora continuavo ad osservare, a scrutare quella figura riflessa in quel vetro che racconta bugie e verità. E, per un attimo, per un breve, intenso, piccolissimo attimo, ci riuscii.

Mi vidi con gli occhi di mia madre. Vidi una bella ragazza, bionda, con un bel viso, MAGRA.
Dopo qualche secondo la magia era già finita. Lo specchio continuava a dire quello che voleva lui, quello che volevano i MIEI occhi.

Non ricordo come andò quella serata. Ricordo solo che uscii di casa vestita proprio nel modo che piaceva a mia mamma.


Oggi, quando mi guardo... Non mi vedo. Non mi vedo nitida. Non capisco chi sono, come sono, cosa sono. Vedo una  tizia con un sacco di problemi, che ne ha passate parecchie, che vorrebbe seguire alla lettera la dieta, ma è stufa di mangiare sempre le stesse cose. Una che si tagliava e per adesso non lo fa più, perchè sta in pausa e perché vorrebbe vivere. Vivere da persona normale. Vorrebbe dire:"Io ero autolesionista e ora non più. Io non riuscivo a mangiare bene, adesso invece sì.".
È che sta tizia vorrebbe proprio raccontate una storia a lieto fine a suo marito, agli amici nuovi che verranno.

Ma niente è per sempre. Nè guarigione, nè felicità.
A dire la verità, quando mi guardo allo specchio vedo il mio volto diviso in due. C'è una parte sorridente, dolce, spensierata. E poi c'è l'altra parte; quella che sogghigna e non vede l'ora che io combini qualche altro per casino.

Chissà quando e se finirà mai tutto ciò.

giovedì 4 luglio 2013

Gl'ingredienti per partire.

Ieri Courtney mi ha aiutata a tradurre il mio Curriculum in inglese. C'è voluto tutto il pomeriggio per farlo, ma ne è valsa la pena.

Tramite una mia amica che abita a Dublino, FORSE, ho trovato una stanzetta in affitto. Lì gli affitti sono molto alti, ma spero che questa non sia eccessivamente esosa. Vedremo.

Il biglietto credo lo vedrò all'ultimo. Meglio sistemare prima tutte le altre cose.

Devo dire al mondo italiano che me ne vado. Ci vorrà del tempo.

Devo dire all'omeopata e alla nutrizionista che mi trasferisco.

Devo preparare la valigia.


È un anno (da quando ho iniziato a costruirmi questo progetto) che mi sento dire che devo crescere, che lì non saranno tutte rose e fiori, che devo organizzarmi per bene, che devo essere cauta. Insomma, OK, dire qualche volta queste cose ci sta. Ma... SEMPRE, diventa avvilente. Io ho già parecchie ansie per conto mio. Questi commenti non fanno altro che incrementarle.

Allora l'altro ieri chiedo a mia madre:"Secondo te andrà bene a Dublino?"
L'ho detto solo perché volevo una rassicurazione. Volevo qualcuno che dicesse semplicemente:"Sì, andrà bene, sta tranquilla."
E invece mi sono ritrovata a sentire la solita predica. E gliel'ho detto. E mi è stato risposto che "Queste sono cose che vanno dette."

Ma si, chi se ne frega. Tanto ho sempre fatto tutto da sola. Me la suono e me la canto. Mi abbatto, mi consolo, mi rassicuro e mi faccio forza da sola. Mah, che bello schifo.

Io vorrei solo che una volta lì io possa sentirmi un tantino meglio. Vivere una vita decente. E basta. Non mi aspetto la perfezione.

Ah, e mi hanno anche detto che "Io devo imparare ad affrontarli i miei problemi. Non funziona che appena qualcosa non va, uno si trasferisce."
Certo, perché io voglio andare a vivere all'estero perché lì vivrò protetta da qualsiasi male. Ma che discorso è...? Fiducia in me pari a zero, grazie.
Da una parte li capisco, sono così deludente... Spero di farli ricredere, un giorno.

Ti vuoi ancora suicidare?

martedì 2 luglio 2013

Quando la malattia cambia ogni cosa

Pian piano sto informando le persone più vicine a me del fatto che, massimo fra due mesi, non sarò più qui ma a Dublino.
Lo dico  con leggerezza. Col sorriso. Come se fosse la cosa migliore del mondo. Per me. Per loro.
Ma, fino ad ora, non mi ero resa conto di quante persone mi vogliono bene. Persone che, dopo aver appreso la notizia, sono scoppiate in un pianto disperato.
"No, non puoi andartene!"
"Non puoi lasciarmi qui!"
Io lascerò un vuoto. Un enorme buco nero. E lo capisco solo adesso; ad un passo dalla partenza.

Ho odiato, anzi, odio le mie malattie perchè loro mi hanno fatto credere che io non contavo niente per nessuno.
Perchè quando non mangiavo era perchè tanto non mi vedeva nessuno, quindi meglio sparire anche fisicamente.
Perchè quando mi tagliavo era perchè ero cattiva, non valevo niente, non importava a nessuno, era meglio annientarsi.
Loro mi hanno fatto credere cose brutte. Cose negative.

E poi ti ritrovi madri di famiglia, amici o presunti tali, parenti e quant'altro che ti si buttano tra le braccia, singhiozzando.

Odio che le situazioni e il male di vivere mi abbiano 'costretto' a pensare di andarmene. Odio il mio essere. Lo odio ancora.
Sono troppo grande per sognare ormai. Troppo matura.

Troppo adulta per essere felice.