Ieri ho passato la mia ultima serata (per ora) con la mia migliore amica, Courtney. Lei è partita stamattina presto per la Svezia, tornerà l'8 agosto e io non ci sarò perchè volerò via il 1 agosto.
Dire che è stato strazziante è dire poco. C'era pure il suo ragazzo lì, ma va bè.
Siamo state un pò fuori in giardino a guardare un cielo bruttissimo, senza stelle, con la luna alle nostre spalle e le nuvole grigie sparse qua e là.
Poi siamo salite in camera, ci siamo sdraiate sul letto a sentire 'Le Luci Della Centrale Elettrica'; che per noi in ogni frase c'è un pezzo di storia dentro.
"Quando tornerai dall'estero" era perfetta. Ci guardavamo e piangevamo. Piangevamo poco. Courtney non piange mai, quasi mai. Questi giorni l'ho vista piangere, per me. Lei quando piange è strana, gli diventano gli occhi rossi, gli scendono le lacrime, ma se non la osservi bene non te ne accorgeresti nemmeno. Perchè lei è abituata a nascondere tutto dentro, a occultare con cura ogni emozione.
Allora io la guardavo e mi passavano davanti agli occhi tutti i ricordi insieme a lei. E piango anche ora, tanto per la cronaca. La rivedrò a dicembre o a gennaio, forse. Chi lo sa.
Poi era mezzanotte, io dovevo andar via e lei a dormire. Ci siamo abbracciate per l'ultima volta, piangendo. Non riuscivamo a staccarci. "Vattene dai..." diceva lei. Io la fissavo, allontanandomi piano. Poi l'ho salutata e le ho detto:"Vattene anche tu!". Mi sono voltata e ho iniziato a correre verso la mia macchina.
Quanto mi mancherà quella stupida...
'E il vapore acqueo delle nostre illusioni, con le costole fragili come certi balconi meridionali... E certi cieli bianchi, bianchi come i tuoi polsi quasi trasparenti... Ci guardavamo riflesse nelle vetrine, arrivederci amore...'

